I ricercatori dell’Università ed INFN Roma Tor Vergata Giuseppe di Sciascio, Matteo Sorbara e Silvia Miozzi sono tra i recipienti del Breakthrough Prize in Fundamental Physics 2026, assegnato alle collaborazioni degli esperimenti Muon g-2 del CERN, di BNL e di Fermilab, che, nel corso di oltre cinquant’anni, hanno portato avanti una delle misure più precise mai realizzate in fisica delle particelle: quella del momento magnetico anomalo del muone. Il premio riconosce il contributo congiunto dei tre principali esperimenti — dal primo, svolto al CERN negli anni ’70, a quello del Brookhaven National Laboratory nei primi anni 2000, fino all’attuale esperimento al Fermilab — culminate nei risultati finali pubblicati nel 2025, che rappresentano la determinazione più accurata mai ottenuta di questa proprietà fondamentale.

Come sottolineato da Marco Incagli, co-spokesperson della collaborazione Muon g-2, il riconoscimento premia “tre generazioni di esperimenti” che hanno progressivamente affinato tecniche e strumenti fino a raggiungere una precisione senza precedenti. In questo contesto, il contributo italiano, attraverso l’INFN, è stato determinante, in particolare nello sviluppo di un sistema laser per la calibrazione assoluta dei calorimetri e di un magnetometro ottico ad alta sensibilità per la misura dei transienti del campo magnetico, strumenti che hanno consentito di ridurre in modo significativo le incertezze sperimentali. Il gruppo italiano inoltre ha dato un decisivo contributo nell’analisi della frequenza di precessione anomala dello spin e delle sue sistematiche.

L’Università di Roma Tor Vergata e la sua sezione INFN, insieme ad altri gruppi italiani, ha partecipato attivamente a tutte le fasi dell’esperimento, contribuendo sia alla realizzazione e ottimizzazione dell’esperimento sia all’analisi dei dati che ha portato al risultato finale.

Il Breakthrough Prize 2026 celebra dunque non solo un traguardo scientifico di eccezionale rilevanza, ma anche la continuità e la forza della collaborazione internazionale nella ricerca di base. Il lavoro coordinato di centinaia di ricercatrici e ricercatori ha reso possibile raggiungere un risultato che rappresenta oggi un punto di riferimento per la fisica fondamentale. Le attività della collaborazione Muon g-2 proseguono ora con l’obiettivo di approfondire ulteriormente la misura del momento di dipolo elettrico del muone e di indagare possibili contributi oltre il modello standard al momento magnetico anomalo del muone.